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LA NORMATIVA PER L’ATTIVITÀ SPORTIVA DILETTANTISTICA
Finanziaria 2003. Art. 90 legge 27/12/2002 n. 289
La normativa.
-Art. 36 Codice Civile: associazioni non riconosciute e comitati;
- D.P.R. 10.02.2000, n.361: modalità di acquisto della personalità giuridica;
- legge 16/12/91 n. 398: regime fiscale e contabile agevolato;
- Art. 25 L. 13/05/99 n. 133 (CM 08/03/2000 n.43/E): apportano modifiche
sostanziali al
regime fiscale delle associazioni sportive dilettantistiche
- art. 37, comma 2 legge 21/11/2000 (collegato fiscale 2000): ulteriori
modifiche alla disciplina
fiscale delle associazioni sportive
- comma 1, art. 6 D.Lgs. 460/97: perdita della qualifica di ente non commerciale
- art. 27 bis,allegato B D.P.R. 642/72 esenzione imposta di bollo
- art. 13 bis, comma1 D.P.R. 641/72 esenzione sulle tasse sulle concessioni
governative
- art 17, comma 2 D.Lgs. n. 446 del 15/12/1997 determinazione irap;
- C.M. n. 146/E del 04/06/1998;
- art. 81, comma 1, lettera m), Tuir: elenca tra i redditi diversi i comp ensi,
indennità di trasferta
e i premi corrisposti dalle associazioni ai soggetti che svolgono attività
sportiva dilettantistica;
- art. 90 L. 27 dicembre n. 289;
- art. 51 L. 27 dicembre n. 289;
L’art. 90 della legge finanziaria 2003 introduce significative novità di natura
fiscale e civile che
modificano lo schema normativo dello sport dilettantistico.
1. La Forma giuridica.
Sotto l’aspetto civilistico, la legge riconosce ai soggetti che intendono
svolgere attività sportiva dilettantistica la possibilità di costituirsi sotto
forma di società di capitali senza fine di lucro, come già accade per le squadre
di calcio di serie A, garantendo al tempo stesso la facoltà di beneficiare del
regime agevolativo previsto dalla legge 398/91 1 e più in generale di tutte le
altre disposizioni tributarie applicate alle associazioni sportive
dilettantistiche. La denominazione o ragione sociale delle società ed
associazioni dovrà racchiudere il richiamo alla attività sportiva
dilettantistica.
Secondo quanto stabilito nella ma novra finanziaria l’attività sportiva
dilettantistica potrà essere svolta con le seguenti modalità:- associazione
sportiva senza personalità giuridica (artt. 36 e seguenti c.c.);
- associazione sportiva con personalità giuridica di diritto privato (D.P.R.
361/2000);
- società sportiva di capitali (S.p.A., S.r.l. e S.c.a r.l.), costituita secondo
le disposizioni vigenti, ma senza fine di lucro.
Presso il C.O.N.I. sarà istituito un registro diviso in tre sezioni dove
verranno iscritti i soggetti che svolgono attività sportiva dilettantistica
secondo la forma adottata; l’iscrizione in tale registro consentirà alle società
ed associazioni di accedere ai contributi pubblici.
2. I nuovi statuti ed atti costitutivi.
Attraverso uno o più regolamenti, emanati ai sensi dell’art. 17, comma 2,
della legge 400/88, vengono individuati:· il contenuto dello statuto e dell’atto
costitutivo che dovrà prevedere:-
l’assenza del fine di lucro, inteso come lucro soggettivo, e cioè divieto di
distribuire utili, fatta salva la facoltà di realizzarli e reinvestirli
nell’attività sportiva (lucro oggettivo);- principio di democrazia interna;
- organizzazione di attività sportive dilettantistiche compresa l’attività
didattica per l’avvio, l’aggiornamento ed il perfezionamento nella attività
sportiva;- il divieto per gli amministratori di rivestire cariche sociali in
altre associazioni e società appartenenti alla stessa Federazione nonché la
gratuità dei loro incarichi;
- l’obbligo di devolvere il patrimonio a fini sportivi in caso di scioglimento
della associazione o società;- l’obbligo di conformarsi alle norme, direttive e
statuti del Coni, delle Federazioni Sportive e degli enti di promozione
sportiva;· modalità di approvazione dello statuto e riconoscimento ai fini
sportivi e di affiliazione alle Federazioni riconosciute dal Coni o alle
discipline sportive associate agli enti di promozione;
· i provvedimenti da adottare a seguito dell’irregolare funzionamento di tali
soggetti o di
irregolarità o infrazioni all’ordinamento sportivo.
3. Il limite di ricavi commerciali
Il tetto dei proventi di natura commerciale realizzabile nel corso del
periodo di imposta che garantisce la permanenza nel regime di favore della legge
398/91 viene innalzato dagli attuali 185.924,48 a 250.000,00 euro per tutte le
associazioni con esercizio in corso alla data del 1 gennaio 2003, quindi anche
per quelle con esercizio a cavallo di anno (01/07/2002 - 30/06/2003) . Tale
disposizione acquista un significato ancor più rilevante se combinata con quella
che esclude, per le società ed associazioni sportive dilettantistiche, la
perdita della qualifica di ente "non commerciale" a seguito dell’esercizio
prevalente di attività di natura commerciale nel periodo di imposta (comma 1,
art. 6 D.Lgs. 460/97 c.d. Zamagni – comma 4, art.111 bis Tuir). Al fine di
raggiungere le finalità del sodalizio sarà pertanto ammesso, non è chiaro se
solo per uno o per più periodi di imposta, esercitare attività commerciale anche
in prevalenza rispetto a quella istituzionale. Questa concessione, già accordata
agli enti ecclesiastici riconosciuti come persone giuridiche, consentirà alle
società ed associazioni di reperire fondi per l’attività sportiva
dilettantistica senza correre il rischio di perdere la qualifica di "non
commercialità" con tutte le ineludibili conseguenze in materia contabile, civile
ed anche penale.
4. Le imposte indirette.
L’art. 90 della finanziaria stabilisce l’applicazione in misura fissa (euro
129,11) dell’imposta di registro relativa agli atti costitutivi (peraltro già in
vigore per le associazioni) ed alle operazioni di trasformazione delle società
ed associazioni. Per tali soggetti è sancita anche l’esenzione dalle tasse sulle
concessioni e dall’imposta di bollo (quest’ultima solo per gli atti delle
Federazioni Sportive e degli Enti di Promozione).
La ritenuta 4% sui contributi.
Il comma 2 dell’art. 28 del DPR 600/73 obbliga gli Enti Pubblici (tra cui
rientra il C.O.N.I.) ad effettuare la ritenuta di imposta a titolo di acconto in
misura pari al 4% sui contributi erogati a soggetti che esercitano attività di
impresa anche senza fine di lucro (associazioni e società sportive
dilettantistiche). In deroga a tale principio, sono esclusi dal trattamento
ordinario solo i contributi finalizzati allo svolgimento delle funzioni di
istituto degli enti beneficiari e non dell’attività commerciale (Cass. Civ. Sez.
I - 7 agosto 1993 n. 8568 -). La legge finanziaria estende ora tale esclusione
ai contributi erogati a qualsiasi titolo dal Coni, dalle Federazioni Sportive e
dagli Enti di Promozione alle società ed associazioni sportive dilettantistiche.
5. Le erogazioni liberali.
Viene elevato dagli attuali 1.032,91 a 1.500,00 euro il limite massimo delle
erogazioni liberali in denaro detraibili in misura pari al 22% dall’imposta
sulle persone fisiche. La condizione resta quella per cui tali erogazioni
debbono essere effettuate tramite banca o posta, al fine di garantire
l’effettività dei versamenti stessi. Scompare invece la deducibilità delle
provvidenze liberali effettuate dai soggetti esercenti attività di impresa. Per
questi ultimi viene introdotta la presunzione secondo cui i corrispettivi in
denaro o in natura, fino a 200.00,00 euro per periodo di imposta, in favore di
società e associazioni sportive dilettantistiche, destinati alla promozione
dell’immagine o di un prodotto, si considerano spese di pubblicità. Considerata
la difficoltà oggettiva di includere talune spese tra quelle di pubblicità o
rappresentanza, in relazione
soprattutto al differente trattamento tributario riservato alle une e alle
altre, questa disposizione permette ai soggetti eroganti, salvo prova contraria
fornita dall’Amministrazione Finanziaria, la deduzione integrale del
corrispettivo ed al beneficiario che abbia optato per la legge 398/91 la
possibilità di versare l’iva in via forfetaria nella misura del 50% di quella
dovuta (e non del 90% come previsto in caso di sponsorizzazione).
6. I compensi, le indennità ed i premi.
Sono esclusi dalle base imponibile dei soggetti che svolgono attività
sportiva dilettantistica le somme fino a 7.500,00 euro (prima erano 5.164,37)
corrisposte dalle associazioni e società a titolo di compensi, indennità di
trasferta e premi (art. 81, comma 1, lettera m del Tuir). Le associazioni
potranno erogare per ciascun anno agli atleti, dirigenti etc. somme fino a
7.500,00 euro senza l’obbligo di operare la ritenuta di imposta (a titolo
definitivo o di acconto a seconda della somma complessivamente erogata) al
momento della corresponsione degli emolumenti.
Questa esclusione si estende d’ora in avanti anche ai rapporti di collaborazione
coordinata e continuativa di carattere amministrativo gestionale aventi natura
non professionale resi in favore di società e associazioni sportive
dilettantistiche. A partire dal 1 gennaio 2003 la nuova disciplina dei compensi,
premi, indennità di trasferta, rimborsi forfetari e co.co.co.di carattere
amministrativo gestionale è la seguente:
Importo in euro Imponibilità Ritenuta di imposta
Fino a 7.500 NO
Da 7.500 a 28.158,28 SI A titolo definitivo
Oltre 28.158,28 SI A titolo di acconto
Si precisa che le somme soggette a ritenuta di imposta a titolo definitivo
concorrono alla formazione del reddito del soggetto percettore solo ai fini del
calcolo delle aliquote da applicare al reddito complessivo.
L’Irap ed i compensi. Una novità molto attesa dal mondo sportivo dilettantistico
è contenuta nella disposizione che esclude dalla base imponibile Irap i
compensi, premi, indennità di trasferta e co.co.co inferiori a 7.500,00 euro per
ciascun soggetto. Fino ad oggi infatti tali somme venivano interamente
assoggettate ad Irap con aliquota ordinaria (4.5%) dando luogo ad un notevole
prelievo fiscale (art. 17, comma 2 DPR 446/97).
I dipendenti pubblici.
La legge detta poi le condizioni che permettono ai dipendenti pubblici di
svolgere prestazioni nell’ambito delle società ed associazioni sportive
dilettantistiche. Queste sono:- svolgimento dell’attività fuori dell’orario di
lavoro;- gratuità delle prestazioni;
- rispetto degli obblighi di servizio;
- comunicazione all’amministrazione di appartenenza. Tali soggetti possono
percepire solo indennità di trasferta e rimborsi forfetari di spesa ai sensi
dell’art. 81 Tuir.
Gli impianti sportivi.
L’art. 90 della legge finanziaria stabilisce anche alcune norme
sull’utilizzo degli impianti sportivi degli enti pubblici e degli istituti
scolastici. Viene previsto che gli impianti sportivi appartenenti a questi
soggetti possano essere utilizzati, sulla base di criteri obiettivi e
compatibilmente con le esigenze pubbliche, anche dalle società ed associazioni
sportive dilettantistiche. Inoltre l’ente pubblico che non intenda gestire i
propri impianti potrà concederli, sulla base di apposite convezioni, alle
associazioni e società sportive dilettantistiche, sulla base di leggi regionali
che ne disciplinino le modalità di affidamento. In parallelo a tali previsioni,
viene istituito il Fondo per la prestazione di garanzia sussidiaria a quella
ipotecaria per i mutui contratti dai soggetti
con personalità giuridica che svolgono attività sportiva dilettantistica
destinati all’acquisto, all’ampliamento al miglioramento di impianti sportivi ed
attrezzatura.
L’assicurazione degli sportivi. L’art. 51 della legge finanziaria impone agli
sportivi dilettanti tesserati in qualità di atleti, ai dirigenti e tecnici, alle
federazioni sportive, alle discipline associate e agli enti di promozione
l’obbligo di assicurazione su infortuni verificatisi nello svolgimento di
attività sportive da cui derivi morte o inabilità permanente.
Nota 1 :
IL REGIME DELLA LEGGE N. 398/91: SINTESI
La Legge n. 398/91 prevede a favore delle associazioni sportive
dilettantistiche, associazioni senza fini di lucro e pro loco, particolari
modalità di determinazione forfetaria sia del reddito imponibile che dell’IVA da
versare, nonché l’esonero dagli adempimenti contabili.
DETERMINAZIONE DEL REDDITO
I soggetti in esame determinano il reddito imponibile ai fini IRPEG
applicando ai proventi incassati, derivanti dall’esercizio di attività
commerciali, il coefficiente di redditività del 3% e aggiungendo le plusvalenze
patrimoniali (tassate per il loro intero ammontare).
Il predetto coefficiente di redditività, fino al periodo d’imposta precedente a
quello in corso al 18.5.1999, era pari al 6%.
DETERMINAZIONE DELL’IVA
La determinazione dell’IVA segue le regole previste dall’art. 74, comma 6,
DPR n. 633/72, in base al quale i soggetti in esame beneficiano di una
detrazione forfetizzata pari al 50% dell’IVA a debito.
La predetta detrazione forfetizzata è ridotta al 10% in presenza di prestazioni
di sponsorizzazione
e ad 1/3 per le cessioni o concessioni di diritti di ripresa televisiva e di
trasmissione radiofonica.
ADEMPIMENTI CONTABILI
In linea generale il regime della Legge n. 398/91 concede l’esonero dagli
obblighi di tenuta delle scritture contabili, compresi i registri IVA. In
particolare, è previsto l’esonero dalla presentazione della dichiarazione IVA
annuale.
ADEMPIMENTI
Fino al 31.12.1999 Dall’1.1.2000
La liquidazione dell’IVA e, se dovuta, dell’imposta sugli spettacoli era
effettuata direttamente dall’Ufficio SIAE sulla base delle annotazioni
risultanti dalla distinta o
dichiarazione d’incasso.
La liquidazione dell’IVA è effettuata direttamente dal soggetto in esame, con
versamento trimestrale mediante mod. F24, sulla base dei proventi commerciali
annotati nell’apposito modello di cui al DM 11.2.1997.
INTEGRATIVA SEMPLICE
Come specificato dall’Agenzia delle Entrate nella Circolare 30.4.2003, n.
24/E, l’art. 8, Legge n. 289/2002 non contiene particolari preclusioni per i
soggetti in esame in merito alla possibilità di presentare l’integrativa
semplice.
In particolare, il ricorso all’integrativa semplice “al minimo” (€ 300) va
valutato al fine di
“bloccare” la proroga dei termini per l’accertamento.
Pertanto gli stessi, ancorché il reddito sia determinato su basi forfetarie,
possono procedere all’integrazione degli imponibili, per i periodi 1997-2001, ai
fini sia IRPEG che IRAP, compilando il quadro A del modello di dichiarazione
approvato con Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 25.2.2003 e applicando le
aliquote vigenti nei periodi d’imposta integrati.
Ai fini IVA, come sopra accennato, ancorché i soggetti in esame siano esonerati,
per legge, dalla presentazione della dichiarazione IVA, non ricorre la
fattispecie di omessa presentazione della stessa.
Di conseguenza, la maggiore imposta indicata nell’integrativa semplice
rappresenta
un’integrazione dell’IVA liquidata dalla SIAE (per gli anni 1998 e 1999) o
dall’associazione (per gli anni 2000 e 2001).
CONDONO TOMBALE
Analogamente a quanto precisato in relazione all’integrativa semplice, anche
l’art. 9, Legge n. 289/2002 non contiene particolari preclusioni per i soggetti
in esame in merito alla possibilità di effettuare la definizione della propria
posizione fiscale tramite il condono tombale.
Ai fini delle imposte dirette (IRPEG e IRAP) per i periodi 1997-2001 i soggetti
in esame devono applicare le note percentuali (8%, 6%, 4%) alle imposte lorde
risultanti dalla dichiarazione originaria, tenendo presente che:
sono applicabili i minimi previsti per titolari di reddito d’impresa, sulla
base dei ricavi
dichiarati (€ 400, € 500, € 600);
in caso di dichiarazione omessa, l’importo da versare, con riferimento al
settore delle imposte dirette, non può essere inferiore a € 3.000.
Va osservato che sovente le associazioni, e in particolare quelle sportive
dilettantistiche, hanno il periodo d’imposta “a cavallo” d’anno.
In tale ipotesi, al fine dell’individuazione dei periodi d’imposta condonabili,
va tenuto presente quanto specificato nella Circolare dell’Agenzia delle Entrate
n. 22/E del 28.4.2003. Infatti, il periodo d’imposta che interessa gli anni
1996-1997, deve essere ricompreso nella definizione se il termine di
presentazione della relativa dichiarazione dei redditi scadeva successivamente
al 31.12.1997.
Al contrario, se il termine di presentazione della dichiarazione scadeva entro
il 31.12.1997, essendo decorso il termine per l’accertamento da parte
dell’Ufficio, il relativo periodo d’imposta non va ricompreso nel condono
tombale.
Ai fini IVA, il fatto che i soggetti in esame siano esonerati per legge dalla
presentazione della dichiarazione annuale, non implica l’obbligo di versamento
di € 3.000 dovuto nell’ipotesi di dichiarazione omessa.
Pertanto, la definizione ai fini IVA (anni 1998 - 2001) richiede il versamento
della somma derivante dall’applicazione della percentuale del 2%:
all’IVA a debito connessa alle cessioni di beni/prestazioni di servizi di ogni
anno oggetto di condono;
all’IVA forfetariamente detratta, determinata sulla base delle percentuali
vigenti nei
singoli anni condonati. Si rammenta che ai fini IVA in presenza di periodi
d’imposta “a cavallo” la definizione tramite il condono tombale interessa l’anno
prevalente, ossia quello contenente il maggior numero di giorni (Circolare n.
22/E citata).
Gli importi dell’IVA a debito e detratta, nonché degli imponibili per
l’individuazione dei minimi, in mancanza della dichiarazione IVA, sono
desumibili dalle distinte o dichiarazioni d’incasso (per il 1998 e 1999) ovvero
nel modello di cui al DM 11.2.1997 (per il 2000 e 2001).
L'articolo 90, al comma 3, della legge finanziaria 2003 classifica tra i
"redditi diversi" di cui all'art. 81 comma 1 lettera m) del Tuir anche i redditi
provenienti da rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere
amministrativo-gestionale, di natura non professionale, resi in favore di
società e associazioni sportive dilettantistiche. la nuova configurazione di
tali redditi non rientranti nell'ambito dell'art. 47, comma1, lettera c-bis del
Tuir, preclude la possibilità di imporre i contributi previdenziali della
"gestione separata" alle società e associazioni sportive dilettantistiche per i
rapporti di collaborazione do carattere amministrativo gestionale. Si rammenta,
a tal proposito, che il legislatore era già intervenuto con analoga disposizione
nell'anno 2000, con l'articolo 37 della Legge 342/2000 allorché classificò quali
"redditi diversi" i compensi erogati per l'esercizio diretto di attività
sportive dilettantistiche, dal Coni, dalle federazioni sportive nazionali, dagli
Enti di promozione sportiva, eccetera. (si veda la circolare numero 32 del 7
febbraio 2001)
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